Ebe Guerra

Valore alla Tua Terra!

Archivio per marzo, 2010

Galleria fotografica – Nessun Dorma 10 marzo 2010



Lady Oscar

(…) con scatto felino ed abile mossa colpirà tutti e tre (…)

bionda è bionda anche lei

la rivoluzione?

anche quella

e la presa della Bastiglia è avvenuta proprio l’8 marzo (rectius, come direbbero gli avvocati, il 7 marzo)

a proposito del dissentire, Kathryn Bigelow non “gira come un uomo”, come qualcuno ha detto

ce l’ha fatta, e senza far finta di essere un uomo

e con scatto felino ha colpito uomini – e che uomini, l’ex marito, peraltro favorito

un bell’esempio

speriamo di non dover aspettare sempre 82 anni!

Le mimose tra realtà e leggenda

by pietro.c CC by-nc-sa

Nel 1907 Clara Zetkin organizzò con Rosa Luxemburg la prima Conferenza Internazionale della Donna, di cui però è difficile recuperare il giorno esatto.

L’anno successivo la gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici era analfabeta. Le notizie venivano trasmesse di bocca in bocca, e, come ancora oggi, colorare un fatto narrato poteva servire a dar prestigio a chi lo raccontava, ad attirare meglio l’attenzione di chi ascoltava, a dare rilevanza alla notizia.

L’8 marzo del 1908 129 operaie dell’opificio Cotton di New York, che stavano manifestando (scioperando) da giorni per ottenere condizioni di lavoro più dignitose e umane, morirono in un incendio. Si narra che il datore di lavoro, a dimostrazione della superiorità della sua posizione, chiuse i cancelli della fabbrica e vi diede fuoco.

C’è chi racconta che la scelta fu dettata dall’esplosione dell’opificio di New York, la cui violenza causò lo sdradicamento di alcuni alberi nei paraggio che si andare a posare sulle ceneri …

Nel 1910 a Copenhagen, durante una nuova Conferenza Internazionale della donna, fu avanzata la proposta dell’istituzione di una Giornata Internazionale della Donna, anche in ricordo dei fatti di New York.

In Italia le prime celebrazioni risalgono al periodo della Prima Guerra Mondiale, ma furono interrettotte dal fascismo.

Durante la Resistenza la giornata venne riconosciuta come simbolo di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e la rivendicazione dei diritti femminili, dando i natali all’UDI, Unione Donne Italiane, derivazione dei gruppi in difesa della donna collegati al CLN.

L’8 marzo 1946 è stato il primo 8 marzo dell’Italia libera, e l’UDI propose di istituirlo come giornata per il riconoscimento dei diritti economici, sociali e politici delle donne, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro.

E’ a quella data che pare risalga veramente la scelta del fiore, scelto da Rita Magnana e Teresa Mattei in considerazione del periodo di fioritura – che corrisponde – della facile reperibilità e della vitalità del colore … le mimose.

Che ci crediate, che lo celebriate, che lo destiate … oggi è 8 marzo

Infondo come diceva Rosa Luxemburg, la libertà è sempre libertà di dissentire

Linee Programmatiche

  1. * Guerra per il lavoro e contro il precariato, mina subdola di una vera crescita della società, della famiglia, dell’individuo che ha meriti da rivendicare e da far valere.
  2. * Guerra per le politiche a sostegno della famiglia e della casa, degli anziani, dei più disagiati, attraverso circuiti integrati che sappiano instaurare utilità sociali, anche per il mondo della produzione a servizio della società.
  3. * Guerra per i progetti concreti di recupero e risanamento ambientale che da una capillare diffusione della cultura delle energie pulite, ne favorisca la piena affermazione, diventandone fonte di qualità di vita, ma anche investimento sul territorio e per il turismo.
  4. * Guerra per un “Sistema Cultura” che sia fondativo e insieme permei ogni possibile ambito che la nostra Regione offre.
  5. * Guerra per una severa e sentita affermazione dell’etica sociale e della legalità, dalle scuole ai luoghi di lavoro, occorre far vibrare le corde dei cittadini onesti, contro quelli approfittatori.
  6. * Guerra per sistemi e metodi concreti di integrazione sostanziale della multietnia che ormai forma parte fondante della nostra società.
  7. * Guerra per una Regione che stimoli vivamente le pari opportunità. motore di ogni vera società civile: dalle donne, ai disabili, ai giovani, agli anziani, ai disagiati, la cultura delle diversità deve essere un valore.
  8. * Guerra per una maggiore e più efficace tutela e garanzia della sicurezza degli alimenti e del benessere animale attraverso la Istituzione del Dipartimento di Prevenzione di Sanità Pubblica Veterinaria in ogni ASL Pugliese e di un Assessorato regionale di Sanità Veterinaria Pubblica uniformandosi alla maggioranza delle Regioni Italiane
  9. * Guerra per un dialogo costante e continuo fra mondo della ricerca e mondo della produzione, perché in ogni settore quello dei tavoli concertati per le azioni mirate verso lo sviluppo, diventi un esempio e una guida per l’intero paese.
  10. * Guerra per la partecipazione attiva e la efficace trasparenza che faccia sentire il cittadino sempre più vicino all’amministrazione della “cosa pubblica”, perché mai possa lamentare con il poeta “Fra la piazza e il palazzo è una nebbia sì folta”.
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